La Mappatura del Territorio

La zona di Pendino-Mercato rappresenta un pezzo di storia di Napoli, il "cuore antico" della città.

Il suo nome deriva dalle strade ripide che dalla città giungevano al mare. Essa si presentava come un vasto campo, paludoso e malsano, il Moricino, da cui promanava un fiume, il Rubeolo, talvolta identificato con il Sepeithos, che sfociava nel mare dopo aver raccolto le acque di Bollia e Formello.

Col passare dei secoli, ma soprattutto in virtù della bonifica di Carlo d'Angiò prima e di Carlo II più tardi, l'area fu inglobata nelle mura della città e fu destinata al mercato trasferitovi da quello di S. Lorenzo divenuto troppo piccolo per la città in espansione.

La vera storia del Campo del Moricino inizia nel XIII secolo, quando diventò tristemente famoso per il perpetrarsi delle esecuzioni capitali, la più nota e struggenti delle quali ebbe per vittima, nel 1268, il giovane Corradino di Svevia, ingiustamente perseguitato da Carlo d'Angiò. Nel corso dei secoli il luogo vide altre morti celebri e meno celebri, rivolte popolari, come quella di Masaniello, tale Tommaso Aniello abitante in vico Rotto, uno dei tanti vicoli del Lavinaio, brulicanti di gente e di venditori di ogni sorta di mercanzie. La ribellione agli Spagnoli e l'incomprensione della sua gente costò a Masaniello la vita, tra le mura della Chiesa del Carmine, Chiesa dedicata alla Madonna Bruna, Chiesa che ospita le spoglie dell'ultimo erede della casa Sveva e che dà il nome alla piazza omonima.

L'area del Mercato, notoriamente centro del commercio all'ingrosso della città, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo "ruolo", quasi una naturale vocazione, data la sua origine, comportava, ha subito nel corso degli ultimi 20, 25 anni un lento processo di abbandono e di degrado socio-ambientale, soprattutto a seguito del trasferimento del polo commerciale cittadino al CIS di Nola.

Oggi si cerca, con progetti mirati, la riqualifica e la messa in sicurezza di una zona che ha ancora molte potenzialità di rinascita.

Il Quartiere che con la nuova amministrazione cittadina rientra nella Municipalità II, si estende su una superficie di circa 1.011.000 mq e conta circa 27.337 abitanti dei quali, almeno 9.000 in età scolare, 11.000 di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, 7000 di età superiore ai 60 anni. La densità abitativa è alta.

La dispersione scolastica ha registrato un tasso del 16% sugli iscritti alla scuola dell'obbligo. Il 61% della popolazione attiva è disoccupata o inoccupata, ed oltre l'86% ha un titolo di studio non superiore alla terza media o è analfabeta.

Scarsa è la presenza di realtà culturali e sportive, se si escludono gli uffici della Federazione Italiana Pallacanestro, in Corso Arnaldo Lucci e qualche attività culturale di ispirazione islamica. Gran parte delle attività sociali vengono svolte dalle Parrocchie del Territorio che riescono, parzialmente, a soddisfare le esigenze sociali del quartiere.

Alla carenza di verde pubblico si unisce la totale assenza di spazi aggregativi fruibili dai minori o dalle famiglie, di palestre, di cinema e di teatri. La grande Piazza Mercato è ingombra di automobili, in quanto usata come parcheggio, e da ingenti quantitativi di merce, sedie, mobili, biciclette ecc. esposta per la vendita.

I ragazzi imitano gli adulti per sperimentare il loro grado e ruolo di inserimento sociale per cui, deprivati come sono qui, di valori morali e civili, di sostegno significativo, circondati da un contesto socio-economico dove lo sforzo quotidiano è quello di sopravvivere nell'illegalità o ai limiti della legalità, coltivano aspirazioni criminali e assumono comportamenti devianti incanalandosi, in assenza di regole, loro malgrado, verso la marginalità e la sconfitta umana.

Il quartiere ospita una folta comunità di cinesi e arabi i quali hanno difficoltà ad integrarsi nel tessuto sociale cittadino per diversi motivi, non ultimo il desiderio di tornare, un giorno, in patria. Si fa allora sempre più doverosa e urgente la necessità di provvedere all'attivazione di processi di integrazione sociale e culturale, a partire dalla trasmissione della lingua, motore di ogni relazione sociale e di convivenza civile, nonché dell'utilizzo dei mezzi teconologici di nuova generazione e forma di moderna comunicazione.

Alcune delle 21 Chiese Parrocchiali del territorio svolgono anche attività sociali rivolte a minori, giovani, famiglie, anziani e ad extracomunitari, di solito in rete con l'associazionismo e il volontariato.

Varie sono le attività offerte, soprattutto dalle Chiese che hanno a disposizione spazi ricreativi : attività di aggregazione, socializzazione, attività ludico-sportive, di doposcuola, vari corsi manipolativi, assistenza alle famiglie bisognose, distribuzione dei generi alimentari e vestiario, ricerca del lavoro, centri di ascolto, animazione ed assistenza per gli anziani, centri di prima accoglienza per extracomunitari, informatica, calcetto, ecc.

Oltre le Parrocchie, sul territorio operano diverse Istituzioni Religiose tenuti da Suore o Frati che, oltre le attività strettamente istituzionali o scolastiche, per la disponibilità di spazi fruibili svolgono opera a favore di minori o anziani.

Non va sottovalutato l'apporto in tal senso anche delle Istituzioni Scolastiche, per lo più Istituti Comprensivi, presenti sul territorio.

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